Tatuaggi Carabinieri: i carabinieri possono avere tatuaggi?

Tatuaggi Carabinieri

Quali sono le norme vigenti nelle Forze d’Ordine in merito ai tatuaggi Carabinieri? Facciamo un po’ di chiarezza sulla normativa in merito ai tatuaggi nei concorsi di selezione

Una domanda che ci viene posta di frequente dai nostri lettori è quella relativa ai tatuaggi carabinieri: i carabinieri possono avere tatuaggi? Ebbene, si leggono voci discordanti in merito a questo argomento; per questo, ci è parso giusto fare un po’ di chiarezza per capire quanto la presenza di uno o più tatuaggi possa incidere sulla possibilità di avviarsi ad una carriera nelle Forze dell’Ordine.

Tatuaggi Carabinieri: ecco tutto quello che c’è da sapere sulla normativa

La maggior parte dei giovani che si presenta ai Concorsi di Selezione per entrare nell’Arma dei Carabinieri, sono convinti che il tatuaggio sia un fattore di esclusione per i concorsi nelle Forze dell’Ordine. In realtà non è proprio così! Il tatuaggio non rappresenta necessariamente una condizione che preclude l’accesso ai Concorsi dell’Arma dei Carabinieri, qualunque ruolo o grado si intenda ricoprire. Infatti, se si fa attenzione a quanto scritto nella Direttiva Tecnica riguardante l’accertamento delle imperfezioni e infermità che sono causa di non idoneità al servizio militare ed i criteri per delineare il profilo sanitario dei soggetti giudicati idonei al servizio militare, si legge che sono inoltre giudicati inidonei i concorrenti che presentano tatuaggi:

  • visibili con ogni tipo di uniforme, compresa quella ginnica (pantaloncini e maglietta);
  • posti anche in parti coperte dalle uniformi che, per dimensioni, contenuto o natura, siano deturpanti o contrari al decoro o di discredito per le Istituzioni ovvero siano possibile indice di personalità abnorme (in tal caso da accertare con visita psichiatrica e con appropriati test psicodiagnostici).

Inoltre, sempre secondo la normativa vigente, valida per tutte le Forze Armate e le Forze dell’Ordine, sono assolutamente proibiti, su qualsiasi parte del corpo, i tatuaggi che abbiano contenuti osceni, con riferimenti sessuali, razzisti, di discriminazione religiosa o che comunque possano portare discredito alle Istituzioni della Repubblica Italiana ed alle Forze Armate e Forze dell’Ordine. Sono dunque causa di inidoneità nei Concorsi per entrare nell’Arma dei Carabinieri, quei tatuaggi che offendono il pudore, la decenza, il decoro e la convenienza, e che sono ripugnanti e volgari, come ad esempio i tatuaggi con incitamenti lussuriosi e contenuti libidinosi o amorali o i tatuaggi con riferimenti sessuali che, oltre ad avere contenuti lussuriosi, tendono a discriminare gli individui sulla base delle tendenze sessuali. Ancora, nei Concorsi di Selezione non sono assolutamente accettati i tatuaggi razzisti o di discriminazione religiosa, ovvero quelli che tendono ad esaltare una razza o una religione o esprimono intolleranza verso persone in base alla razza, all’etnia, all’origine nazionale, al sesso o alla religione professata. Altresì, secondo la normativa sui tatuaggi militari, valida dunque anche per i tatuaggi carabinieri, non sono accettati i tatuaggi che possono portare discredito alle Istituzioni dello Stato, ovvero quelli in opposizione alla Costituzione o alle leggi dello Stato italiano, quelli che fanno riferimento all’appartenenza a gruppi politici, ad associazioni criminali o a delinquere, incitano alla violenza e all’odio o fanno riferimento alla negazione dei diritti individuali o, ancora, sono in opposizione ai principi cui si ispira la Repubblica Italiana.

Tatuaggi Carabinieri: possibili o no?

La prassi oramai consolidata di tatuarsi, di ‘decorare‘ il proprio corpo con tattoo variopinti, alcuni pregni di significato, altri solo ornamentali, potrebbe rappresentare un ostacolo per quei giovani che desiderano un futuro nell’Arma dei Carabinieri. Ed è forse per questo motivo che, molti nostri lettori ci contattano per ottenere lumi in merito al possibile binomio tatuaggi carabinieri. La domanda postaci più volte trova qui la sua risposta: sì, è possibile essere arruolati nei Carabinieri pur avendo dei tatuaggi, a patto che questi tattoo siano conformi alla normativa vigente, di cui vi abbiamo parlato sopra. Ma chi stabilisce se un tatuaggio è conforme o meno alla normativa? Ebbene, non è prassi consolidata, ma spesso, durante il primo giorno di accertamenti sanitari, i candidati devono compilare una dichiarazione sulla presenza o meno di tatuaggi sul proprio corpo. In caso di riscontro di tatuaggi, potrebbe essere chiesta ai concorrenti una documentazione fotografica. In seguito, durante visita medica, la commissione verifica la corrispondenza e la veridicità della dichiarazione iniziale del candidato e, successivamente, giudica la confacenza del tatuaggio alla normativa militare vigente.

Le norme in merito, come abbiamo osservato, sono molto chiare e servono a prevenire e contenere situazioni che possano incidere sul decoro dell’uniforme e sull’immagine dell’Arma dei Carabinieri.

Tatuaggi Carabinieri: come fare ricorso in caso di esclusione

In sede di selezione, durante gli accertamenti sanitari e le visite mediche, la presenza di tatuaggi può comportare un giudizio di inidoneità e, di conseguenza, il candidato può essere escluso dal concorso. In quel caso, non c’è da perdersi d’animo, o almeno non al 100%. C’è, infatti, un modo per far valere il proprio tatuaggio ai fini concorsuali (fermo restando le norme sopra citate). Il candidato, qualora reputi errata la valutazione di “non idoneità” espressa dalla commissione, può presentare un ricorso scritto e motivato entro trenta giorni dalla data in cui ha ricevuto la comunicazione. Nel documento, il candidato deve indicare le motivazioni che hanno condotto al parere negativo da parte della commissione dichiarando, al contempo, l’assenza della patologia ritenuta causa della sua inidoneità a ricoprire il ruolo. Il ricorso deve sempre essere accompagnato da un certificato medico proveniente da una struttura pubblica o convenzionata, che attesti l’assenza della suddetta patologia. Il candidato, inoltre, può fare richiesta di un nuovo accertamento psico-fisico attitudinale, da effettuarsi con una nuova commissione medica. Qualora il concorrente venisse nuovamente giudicato “non idoneo”, non può presentare un nuovo ricorso e viene escluso dal concorso. In caso contrario, il candidato viene riammesso alla selezione per affrontare le altre prove previste dal concorso, e viene rimborsato delle eventuali spese relative al ricorso.

Per ricevere maggiori info, contattaci subito, un incaricato della Nissolino Corsi ti risponderà il prima possibile.

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